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The Solitude Of Prime Numbers (2008)

by Paolo Giordano(Favorite Author)
3.57 of 5 Votes: 1
ISBN
0670021482 (ISBN13: 9780670021482)
languge
English
genre
publisher
Pamela Dorman Books
review 1: Libro pretenzioso, che fa inutilmente ricorso a un'esaltazione costante della sofferenza a tutti i costi, a situazioni penose in modo esasperante. L'ho trovata una storia inconsistente e volutamente complicata solo per raccontare due presunte storie tristi, per cui il lettore avrebbe dovuto provare immenso dolore. Bene, non è servito a nulla questo calcare la mano sui disturbi di Alice e Mattia: penso che l'autore avrebbe dovuto documentarsi meglio e comunque non ha saputo trasmettere efficacemente nulla del disagio e del dolore dei due protagonisti. Le descrizioni sono asettiche, sintetiche quando non servirebbe, il racconto si dipana come una lista della spesa: Alice ha detto, Mattia ha risposto, la stanza era così e cosà. Il resto dei personaggi erano macchiette ai m... moreargini di questi due protagonisti che si sentivano bimbi speciali, altro che numeri primi. Dalla narrazione sembrava quasi che questa sofferenza invalidante nella vita quotidiana fosse esaltata, come a dire: eccoli qua, sono "malati" e questo li rende speciali, più intelligenti, più sensibili, """DIVERSI""". Più che una lettura, è stata una lunga agonia. E come non cogliere la non-casualità del protagonista maschile che ama la matematica e lavora come ricercatore, un po' come Giordano che ha scritto il libro mentre era un dottorando in fisica?Infine, io ho sempre pensato che i numeri primi fossero dei meravigliosi portatori di caos in una sequenza di numeri sempre divisibili. Ho trovato il paragone inutilmente stucchevole e non ho visto la solitudine del titolo di questi "numeri primi". Ho solo visto un tentare insistentemente di dimostrare quanto due "poveri sfigati" si sentissero diversi e soli perché avevano delle rogne. Anche le compagne di scuola super-cattivissime mi sono sembrate uscite direttamente da uno di quei brutti telefilm americani. Sì, le compagne di scuola aguzzine esistono eccome ma per tutto il tempo della lettura mi è sembrato soltanto che l'autore trovasse ogni scusante possibile per lasciare Alice e Mattia completamente soli, perché questi due si chiudessero in una solitudine ostinata. Li ho trovati due protagonisti apatici, abulici e sbiaditi, svogliati, interessati soltanto a piangersi addosso e rimarcare la loro sofferenza. Qualcuno spieghi a Giordano che c'è tanta gente che soffre per traumi ben peggiori di quelli dei due protagonisti e riesce a superarli e guardare alla vita in maniera positiva, nonostante tutto, non nel modo retorico del finale insopportabile ed evanescente del libro. E che mostrare delle persone sole come speciali fiocchi di neve in modo così patinato anche quando si descrivono situazioni disgustose e becere è ridicolo al punto che anche i libri di Federico Moccia sono più gradevoli e meno irreali.
review 2: Libro pretenzioso, che fa inutilmente ricorso a un'esaltazione costante della sofferenza a tutti i costi, a situazioni penose in modo esasperante. L'ho trovata una storia inconsistente e volutamente complicata solo per raccontare due presunte storie tristi, per cui il lettore avrebbe dovuto provare immenso dolore. Bene, non è servito a nulla questo calcare la mano sui disturbi di Alice e Mattia: penso che l'autore avrebbe dovuto documentarsi meglio e comunque non ha saputo trasmettere efficacemente nulla del disagio e del dolore dei due protagonisti. Le descrizioni sono asettiche, sintetiche quando non servirebbe, il racconto si dipana come una lista della spesa: Alice ha detto, Mattia ha risposto, la stanza era così e cosà. Il resto dei personaggi erano macchiette ai margini di questi due protagonisti che si sentivano bimbi speciali, altro che numeri primi. Dalla narrazione sembrava quasi che questa sofferenza invalidante nella vita quotidiana fosse esaltata, come a dire: eccoli qua, sono "malati" e questo li rende speciali, più intelligenti, più sensibili, """DIVERSI""". Più che una lettura, è stata una lunga agonia. E come non cogliere la non-casualità del protagonista maschile che ama la matematica e lavora come ricercatore, un po' come Giordano che ha scritto il libro mentre era un dottorando in fisica?Infine, io ho sempre pensato che i numeri primi fossero dei meravigliosi portatori di caos in una sequenza di numeri sempre divisibili. Ho trovato il paragone inutilmente stucchevole e non ho visto la solitudine del titolo di questi "numeri primi". Ho solo visto un tentare insistentemente di dimostrare quanto due "poveri sfigati" si sentissero diversi e soli perché avevano delle rogne. Anche le compagne di scuola super-cattivissime mi sono sembrate uscite direttamente da uno di quei brutti telefilm americani. Sì, le compagne di scuola aguzzine esistono eccome ma per tutto il tempo della lettura mi è sembrato soltanto che l'autore trovasse ogni scusante possibile per lasciare Alice e Mattia completamente soli, perché questi due si chiudessero in una solitudine ostinata. Li ho trovati due protagonisti apatici, abulici e sbiaditi, svogliati, interessati soltanto a piangersi addosso e rimarcare la loro sofferenza. Qualcuno spieghi a Giordano che c'è tanta gente che soffre per traumi ben peggiori di quelli dei due protagonisti e riesce a superarli e guardare alla vita in maniera positiva, nonostante tutto, non nel modo retorico del finale insopportabile ed evanescente del libro. E che mostrare delle persone sole come speciali fiocchi di neve in modo così patinato anche quando si descrivono situazioni disgustose e becere è ridicolo al punto che anche i libri di Federico Moccia sono più gradevoli e meno irreali. less
Reviews (see all)
alexis
Lessi questo romanzo un anno dopo la sua uscita nel tragitto Pescara-Cambridge e l'ora prima di dormire la notte stessa. Che dire? Le intenzioni e le premesse ci sono ma è abbacinante come l'intera storia d'amore si basi sul capriccio di due adulti infantili di amarsi perché entrambi soffrono e hanno patito le pene dell'inferno in gioventù. Ma scherziamo? Oltretutto in realtà lo stile di Giordano a me non dispiace perché ha la giusta freddezza del matematico/fisico che si approccia alla materia umanistica...è davvero interessante. Ma è la storia intera a vacillare, e pure troppo. Due stelle dunque, tutte solo per lo stile di Giordano e la sua cultura pazzesca.
claud
I expected to read a book about something different. This attempt to incorporate mathematics' drama into lives of damaged people is worth reading for some, maybe, but to me it was stretched out. The plot might seem logical, but to me it isn't. Halfway through you just want to know the end and when you find out what's happened you feel like nothing has been resolved. This might be an ode to still unresolved mystery of prime numbers, but to me it still looks a little clumsy.I don't regret having read it but I'm disappointed.(about English translation)
Kelsey
I couldn't finish this. Though beautifully written I found it just too much of a downer.
Rennix
Well written book, but too much of a downer to recommend it.
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