Remembering Babylon – David Malouf


Remembering Bayblon di David Malouf è un libro che porto nel cuore e che è legato al bellissimo ricordo della mia laurea. È infatti il romanzo che scelsi di analizzare nella mia tesina triennale: fu amore fin dalla prima riga, un amore fatto di letture e riletture, ricerche infinite in biblioteca, e lunghe ore di scrittura.

Il romanzo prende spunto dalla biografia di Gemmy Morril (o Morrel), scritta da E. Gregory, e affronta il conflitto tra i colonizzatori e le comunità aborigene. Ambientato negli anni ’40 del 1800 nel Queensland, il libro si apre con la comparsa improvvisa di Gemmy Fairley, un naufrago inglese salvato dagli Aborigeni e che visse con loro per 16 anni, prima di far ritorno tra i bianchi. Questa esperienza ha profondamente cambiato e plasmato Gemmy, sia fisicamente sia culturalmente, a tal punto che non verrà mai interamente riconosciuto come bianco.

In taking on, by second nature as it were, this new language of looks and facial gestures, he had lost his white man’s appearance, especially for white men who could no longer see what his looks intended, and become in their eyes black.
They chewed on this. Possible. Possible. But were more impressed by something simpler and more disturbing, since it touched on themselves and the sense they had of being in a place that had not yet revealed all its influences upon them.

Al suo arrivo, i suoi compatrioti non hanno la minima idea di cosa fare di lui: sorgono così mille dubbi e paure, e Gemmy è al centro di una tensione crescente all’interno della piccola comunità.  Ci si può fidare di lui? È diventato uno di loro?

It was the mixture of monstrous strangeness and unwelcome likeness that made Gemmy Fairley so disturbing to them, since at any moment he could show either one face or the other.

Quando Gemmy è scorto a parlare con alcuni Aborigeni un anno dopo il suo arrivo, il sospetto diventa troppo grande e il divario tra le due culture insormontabile. Gemmy verrà picchiato, per poi scomparire per sempre nella wilderness.

L’immagine più bella di tutto il romanzo, e forse la più simbolica, è quella di Gemmy in bilico sulla staccionata che divide i possedimenti dei colonizzatori dall’outback australiano e dalle popolazioni che lo abitano. Situati ai margini della società coloniale, i coloni sono anch’essi in bilico tra la loro madrepatria e la nuova nazione, si sentono spaesati geograficamente e culturalmente. Gemma, con la sua doppia identità, anch’egli in bilico tra due mondi, scuote la vita della piccola comunità bianca, che si trova a dover mettere in discussione i suoi sistemi di valori.

L’immagine di Gemmy sospeso sulla staccionata rappresenta la possibilità di una cultura e di un’identità ibride, che eludano la dicotomia bianco-nero, sé-altro, e sottolinea il fatto che una scelta tra i due mondi (quello dei colonizzatori e quello degli Aborigeni) è solo fonte di impoverimento. La vera sfida è essere figli di entrambi.

He did not want to be taken back. What he wanted was to be recognised.
So when the next day he began to run towards the boundary fence and the paddock where the three children stood staring, he had no notion of abandoning the tribe, even less of breaking from one world to another. It was a question of covering he space between them […].
He was running to prove that all that separated him from them was ground that could be covered.

Titolo: Remebering Babylon
Autore: David Malouf
Genere: romanzo
Edizioni: Chatto & Windus, UK / Random House, Australia
Anno di pubblicazione: 1993
Pagine: 202
Edizione italiana: Ritorno a Babilonia, Frassinelli, 1997.
Traduttore: F. Cavagnoli

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